Amministrazione in cammino

Rivista elettronica di diritto pubblico, di diritto dell'economia e di scienza dell'amministrazione a cura del Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche "Vittorio Bachelet" della LUISS Dipartimento di Scienze Politiche

Direzione: Prof. Giuseppe Di Gaspare - Prof. Bernardo Giorgio Mattarella

Il Decreto legislativo 96 del 1999 e le Regioni inadempienti nei confronti del “terzo decentramento”

Corte costituzionale 27 aprile 2001, n. 110

Giudizio di legittimità costituzionale in via principale promosso dalla Regione Veneto avverso il Decreto legislativo 30 marzo 1999, n. 96 (Intervento sostitutivo del Governo per la ripartizione di funzioni amministrative tra Regioni ed enti locali).

Per fare fronte all’inerzia di quelle Regioni che non avessero provveduto ad adottare, nel termine previsto, la “legge di puntuale individuazione delle funzioni trasferite o delegate agli enti locali e di quelle mantenute in capo alla regione stessa” (art. 4, c. 5, L. 59 del 1997), il Governo era delegato ad emanare un decreto legislativo che trovava applicazione fino all’entrata in vigore della legge regionale.
Il Decreto, però, non è stato adottato conformemente al procedimento previsto dalla legge di delegazione, la quale stabilisce che l’esercizio del potere sostitutivo del Governo avvenga “sentite le regioni inadempienti”. Alla stregua del materiale probatorio prodotto dalle parti, infatti, risulta che nessun contatto diretto fra il Governo e la Regione Veneto sia stato dal primo promosso al fine di acquisire il parere della seconda circa l’attivazione del potere sostitutivo. Non è stata considerata a tal fine sufficiente una lettera del Ministro per gli affari regionali che rinnovava l’invito alle Regioni ad approvare le leggi di loro competenza e ricordava al Presidente della Regione Veneto il compito del Governo di intervenire in via sostitutiva nel caso di mancata approvazione nei termini delle leggi regionali.
Rilevando l’inesistenza di qualunque elemento da cui indurre l’esistenza di una qualsivoglia procedura ed accogliendo per tale motivo il ricorso della Regione, la Corte costituzionale non ha preso posizione circa gli aspetti formali e sostanziali dei contatti che dovevano essere intrattenuti dal Governo con le Regioni inadempienti affinché potesse dirsi che queste ultime erano state “sentite” alla stregua della Legge 59.
La Corte costituzionale ha quindi dichiarato l’illegittimità costituzionale del Decreto legislativo 96 del 1999 nella parte in cui si applica alla Regione Veneto.
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